E soprattutto è un muro che mercoledì scorso l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha condannato, chiedendo che la sua costruzione sia bloccata e le parti esistenti demolite.
«Lo sbaglio dell’Onu è stato di pronunciarsi contro il moro, senza specificare che parlava di “questo” muro. Nessun muro, hanno detto a New York. E questo non è accettabile, neppure per un pacifista come me. La risoluzione doveva essere più precisa. Se avessero detto “no al muro che annette territori oltre i confini del ‘67”, molti di noi avrebbero reagito positivamente. Ma di fronte a un “no” generico siamo stati costretti a domandarci: allora dobbiamo farci ammazzare? L’errore è stato delle Nazioni Unite. E qualcuno ne ha approfittato».

La Stampa 26 ottobre 2003
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