sabato 30 maggio 2009

Ori Nir Andate a Hebron per capire ,,io mi sono vergognato


HEBRON - Andate a Hebron. Osservate come alcune centinaia di coloni israeliani ultra-nazionalisti, una minoranza in una città palestinese di 160.000 abitanti, hanno trasformato la vita dei suoi residenti palestinesi in un inferno.
Andate a Hebron. Guardate come una piccola minoranza ebraica domina un’oppressa maggioranza araba, e capirete il motivo per cui Israele ha bisogno di una soluzione a due stati, al fine di sopravvivere in futuro come uno stato ebraico democratico.
Andate a Hebron. Vedrete come i coloni ebrei e il governo militare di Israele hanno usato la forza per trasformare quello che era il centro della città – e il centro degli affari e del commercio della Cisgiordania meridionale – in un’enclave ebraica. I palestinesi non sono autorizzati a percorrere a piedi, e tanto meno in automobile, la strada principale del centro di Hebron. Sono costantemente e quotidianamente vittime di molestie da parte dei coloni e dell’esercito.
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Lo psicologo è convinto che la chiusura di questo orfanotrofio avrà un effetto disastroso su questi bambini, ma sarà un fatto negativo anche per Israele, “Se vengono abbandonati -spiega- diventeranno dei criminali con cui prima o poi l'esercito dovrà avere a che fare. Alcuni di loro odiano l'intera umanità per la situazione in cui vivono, invidiano chiunque abbia qualcosa”.Continua qui

Gideon Levy: parlare di diritto

Sintesi personale:
Per quanto tempo milioni di persone continueranno a vivere senza  i diritti fondamentali ,mentre il mondo guarda in silenzio? Nel resto del mondo un tale paese viene definito  uno stato di apartheid. In Israele la chiamano una soluzione,proposta dalla destra israeliana : mantenere lo statu quo. Per 40 abbiamo ingannato noi stessi,deriso il mondo, occupato,oppresso, ucciso. Allora perchè non  si dovrebbe continuare?Ma lo status quo non è mai statico: cambia . I palestinesi stanno intensificando la loro lotta e il mondo sta diventando progressivamente disgustato da noi. Nei primi  20 anni , anche noi erano convinti che si poteva  continuare indisturbati  a costruire le nostre case, le nostre strade, a  coltivare i nostri campi per sempre. Poi è arrivata la prima intifada che ha distrutto l'illusione con pietre e coltelli  e il mondo è rimasto in silenzio,  poi è esplosa la seconda intifada con i fucili e dispositivi esplosivi  e il mondo ha cominciato a criticarci. Quando ci sarà la terza intifada ci saranno misure concrete contro di noi
Alcuni della  destra hanno  capito  questo. Hanno un segreto desiderio nei loro cuori  : rendere la vita intollerabile ai palestinesi  per spingerli ad allontanarsi   Senza un'alternativa politica  continueremo ad utilizzare la strategia della paura, i coloni continueranno i loro trucchi, la nostra è  una vittoria di Pirro  : crollerà tutto il sistema dell'occupazione  e con essa coloro che l'hanno appoggiata


Amos Elon : audio intervista e articolo del 2002


Audio Intervista


The vast settlement project after 1967, aside from being grossly unjust, has been self-defeating and politically ruinous. "We've fed the heart on fantasies,/the heart's grown brutal on the fare," as William B. Yeats put it almost a century ago in a similar dead-end situation in Ireland. The settlement project has not provided more security but less. It may yet, I tremble at the thought, lead to results far more terrible than those we are now witnessing.

Yair Lapid : chi approva la legge sulla Nakba è vigliacco e antisionista


Questa settimana la commissione ministeriale ha approvato un disegno di legge che condanna a tre anni di carcere chi ricorda la Nakba Chi ha approvato questo progetto di legge è un vigliacco e un anti-sionista.

Se qualcuno dubita del nostro diritto di esistere , non è un problema nostro La presenza ebraica in Terra d'Israele dipende solo gli ebrei, e su ciò che gli ebrei pensano di se stessi: questa legge nasce dalla paura e dalla debolezza della democrazia, non dall'orgoglio nazionale Coloro che sostengono che la Nakba mina i pilastri dello Stato di Israele, apparentemente non credono che i suoi pilastri siano abbastanza forti .

Un onda oscura ci sta attraversando Questa settimana è la Nakba Bill, la prossima settimana sarà la dichiarazione di fedeltà : il nostro primo ministro chiede che i palestinesi ci riconoscano come uno Stato ebraico. I palestinesi? Da quando abbiamo bisogno del riconoscimento palestinese? Anche questo è un sintomo di paura

Sintesi personale

The right to hate

commento: un parere non di "sinistra" conferma che la scelta di negare l'identità dell'altro evidenzia sia la debolezza democratica sia dalla paura dello Stato ebraico



2 Mnifestazione israeliana contro le leggi della paura

"In una democrazia devi rispettare il diritto delle persone di piangere,se lo vogliono fare e di manifestare il proprio lutto La libertà di parola "è un diritto, non un privilegio. Vogliamo raggiungere quante più persone possibile.
Abiamo aperto un gruppo su Facebook e hanno firmato oltre 1.000 persone in meno di un giorno. Uno dei fondamenti della democrazia è il diritto di protestare. Mi auguro che la High Court of Justice revochi queste proposte ridicole e inquietanti"(sintesi personale)

Gaza, tracce di materiale radioattivo nel suolo dopo l'operazione 'piombo fuso'




Decine di tonnelate di Uranio impoverito sarebbero rimaste sul suolo palestinese nella Striscia di Gaza, dopo l'operazione Piombo Fuso: è la conclusione del rapporto stilato dall'associazione "Azione Cittadini per il Disarmo Nucleare"Una commissione di quattro esperti, guidata dal professor Jean-François Fechino, esperto del Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente, si è recata nella Striscia di Gaza, durante il mese di aprile, per verificare la presenza di materiale radioattivo nel suolo, come denunciato già dal gennaio scorso dal dottor Mads Gilbert, chirurgo norvegese che durante l'operazione israeliana lavorava nell'ospedale di Shifa. I campioni di terra, raccolti a Gaza e fatti analizzare in laboratori specializzati, hanno presentato tracce di uranio impoverito, cesio, amianto, fosfati e altre sostanze altamente cancerogene. In seguito a questi risultati gli studiosi l'Azione Cittadini per il Disarmo Nucleare ha ipotizzato la presenza di circa 75 tonnellate di materiale radioattivo sul suolo palestinese.

Gaza, tracce di materiale radioattivo nel suolo dopo l'operazione 'piombo fuso'



giovedì 28 maggio 2009

Gli Stati Uniti richiamano duramente Israele: stop agli insediamenti nei Territori palestinesi


Gli Stati Uniti iniziano a perdere la pazienza con Israele e il suo nuovo governo ultraconservatore. L’impressione infatti è che nonostante l’incontro di pochi giorni fa tra i presidenti Israele non abbia nessuna intenzione di fare il minimo passo avanti per arrivare a ciò che oggi sembra quasi un’inarrivabile utopia, “Due popoli due stati”.

Hillary Clinton, segretaria di stato statunitense, ieri ha invitato Israele a fermare l’espansione dei suoi insediamenti nei Territori palestinesi e ha ribadito la richiesta rivolta qualche settimana fa da Barack Obama al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu durante il loro incontro a Washington.

Poche volte si sono visti gli Stati Uniti usare un tono così risoluto nei confronti di Israele. Il governo israeliano ha respinto però la richiesta statunitense e Netanyahu ha dichiarato che i lavori di espansione proseguiranno. Circa 500mila ebrei vivono in più di cento insediamenti costruiti nei Territori dopo il 1967.



2 Rapporto Usa molto critico vero la politica israeliana in Cisgiordania Sintesi personale elementi essenziali
Il generale James Jones, coordinatore Usa per il conflitto israeliano palestinese, sta preparando un rapporto molto critico per le politiche israeliane attuate sia nei territori occupati sia nei confronti dei servizi di sicurezza. dell'Autorità palestinese,Ciò ha determinato disagio all'interno dell'Amministrazione che sta valutando se pubblicare o archiviare il rapporto.Jones è stato nominato dal Segretario di Stato Condoleezza Rice, dopo Annapolis, per elaborare un piano strategico atto a facilitare i negoziatiLe riforme dell'ANP sono coordinate dal generale americano Keith Dayton. Jones che ha visitato la regione più volte e si è incontrato con i alti funzionari e ufficiali di esercito. israeliano
Israel fears scathing U.S. report on its West Bank policies
2 Israeli officials: U.S. intervention in minor Palestinian issues may damage ties

mercoledì 27 maggio 2009

Rabbini incitano i soldati a non evacuare gli insediamenti


Sintesi personale

I leader religiosi  della Giudea e della  Samaria  invitano i sodati  a rifiutare gli ordini di evacuazione, perchè palesemente   violano la Torah e rischiano di spaccare l'unità nazionale "non un solo chicco della Terra Santa deve essere ceduto, è un atto antisemita sradicare gli ebrei da  questa terra. Non vogliamo una guerra e ci impegniamo per il dialogo" specificando che Barack  non è  l'interlocutore principale per la pace (sintesi personale)

'Refuse anti-Semitic order' 

Alta Corte: l'IDF può vietare agli studenti palestinesi di studiare in Israele


Sintesi personale
Nonostante le forti obiezioni del Comitato dei presidi delle Università,di singoli studiosi e dell'associazione per i diritti umani di Gisha, l'Alta Corte di giustizia ha accettato i criteri definiti dall'' l'IDF per permettere l'iscrizione di studenti palestinesi ai corsi post- universitari in Israele
«Ci viene impedito di accettare studenti che possono apportare un prezioso contributo " ha protestato il docente universitario ,Prof. Alon Harel ," La scelta di accogliere uno studente deve essere di esclusiva competenza delle università ,i militari dovrebbero limitarsi a svolgere controlli inerenti alla sicurezza ». Dello stesso tenore la protesta di sei università ebraiche su 7
(i criteri sono riportati nell'articolo)

lunedì 25 maggio 2009

Petizione: demolizione impianto di depurazione costruito in territorio palestinese


I residenti del villaggio Ein Yabrud ,in Cisgiordania,  hanno inoltrato una petizione all' Alta Corte di giustizia sostenendo  che l'  impianto  di  depurazione,vicino  all'insediamento di Ofra,è costruito  su territorio palestinese e finanziato  con risorse pubbliche

Palestinians: Purifying plant built on our land 

domenica 24 maggio 2009

Gideon Levy : solo i coloni hanno preso sul serio Obama


Sintesi personale
Solo un gruppo di persone ha aperto gli occhi ed è  andata  a lavorare - come di consueto, i coloni - mentre gli altri segmenti della società israeliana sono trincerati in un terribile stato di apatia e di inerzia , la maggior parte dei mezzi di comunicazione è occupata  da narcotiche  assurdità e il silenzio getta   un'ombra sul baratro. 
 La piazza è vuota   completamente vuota.La spaventosa indifferenza potrebbe portarci  a perdere una rara opportunità per la pace.Barack Obama ha fattoun'offerta  che Israele non può - e non deve - rifiutare, ma Israele non riesce a svegliarsi. Dove sono quel  57 per cento degli israeliani  che negli ultimi sondaggi di Haaretz  si  è dichiarata favorevole   alla soluzione di due Stati? Che cosa pensa ? Che questa soluzione scenda dal cielo  senza creare radicali trasformazioni ? Dove sono le proteste contro le posizioni del  primo ministro, che continua con il suo trito-non-si-divide-Gerusalemme e-non si cede sul -Golan?  Non  ci sono dimostrazioni di protesta in  un paese a rischio di chiusura, un paese  fortemente criticato dall'opinione pubblica internazionale , un paese immerso nella sua brutale occupazione , un paese che rischia di perdere la sua vitale alleanza con gli Usa I leader parlano di "crescita naturale",ma la loro risposta è nulla. Gli unici elementi attivi della nostra società sono i coloni, seminano paura e condizionano la maggioranza come hanno sempre fatto in questi 40 anni .I cercatori di pace e di giustizia continuano a non capire la possibilità di un cambiamento epocale : la finale dello show televisivo "Survivor " e dell' American Idol" attira maggiore interesse.Questo è forse l'ultima chiamata per un volo  con destinazione per un futuro migliore, e i passeggeri sono bloccati nei duty free,perdendo  il loro tempo, ritardando un'occasione reale Noi lasciamo il nostro destino nelle amni di pochi politici e generali. La  gente deve farsi sentire, svegliarsi, prima che sia troppo tardi e l'aereo parta  ancora una volta senza di noi 

Video: i Bambini di Gaza dopo la guerra

video 23 05 2009 Mediterraneo News Mediterraneo
A Gaza la guerra è finita ma restano gli incubi, specialmente fra i bambini che sono stati vittime due volte: le scuole mostrano i segni della devastazione, i colpi dell’artiglieria sono sotto gli occhi dei ragazzi, i sogni pieni di terrore. Le macerie fanno ancora parte del paesaggio urbano ma grazie all’impegno di varie Ong, nella Striscia il lavoro di ambulatori e centri di prima assistenza prosegue anche se tutto resta difficile e l’isolamento c’è ancora. Si apre con un reportage girato a Gaza insieme all’Unicef la puntata di «Mediterraneo».

sabato 23 maggio 2009

“Se foste” pensiero di Moni Ovadia


“Se foste un musulmano, o un africano, o comunque un uomo dalla pelle scura, il pacchetto sicurezza non lo prendereste solo come l’ennesima sortita di un governo populista e conservatore, eccessiva ma tutto sommato veniale. Se foste un lavoratore che guadagna il pane per sé e per i suoi figli su un’impalcatura, l’annacquamento delle leggi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro non lo dimentichereste il giorno dopo per occuparvi di altro. Se foste migrante, il rinvio verso la condanna a morte, la fame o la schiavitù, non provocherebbe solo il sussulto di un’indignazione passeggera. Se foste ebreo sul serio, un politico xenofobo, razzista e malvagio fino alla ferocia non vi sembrerebbe qualcuno da lusingare solo perché si dichiara amico di Israele. Se foste un politico che ritiene il proprio impegno un servizio ai cittadini, fareste un’opposizione senza quartiere ad un governo autoritario, xenofobo, razzista, vigliacco e malvagio. Se foste un uomo di sinistra, di qualsiasi sinistra, non vi balocchereste con questioni di lana caprina o d’orgogli identitari di natura narcisistica e vi dedichereste anima e corpo a combattere le ingiustizie. Se foste veri cristiani, rifiutereste di vedere rappresentati i valori della famiglia da notori puttanieri pluridivorziati ingozzati e corrotti dalla peggior ipocrisia. Se foste italiani decenti, rifiutereste di vedere il vostro bel paese avvitarsi intorno al priapismo mentale impotente di un omino ridicolo gasato da un ego ipertrofico. Se foste padri, madri, nonne e nonni che hanno cura per la vita dei loro figli e nipoti, non vendereste il loro futuro in cambio dei trenta denari di promesse virtuali. Se foste esseri umani degni di questo nome, avreste vergogna di tutto questo schifo.”


giovedì 21 maggio 2009

EST - M.O.: Unifil media tra Libano e Israele, il plauso di Le Roy

Roma, 21 mag (Velino) - Intensa attività di mediazione di Unifil tra Libano e Israele nelle ultime ore mentre dal Palazzo di vetro è giunto un plauso all’operato dei caschi blu. Nel giro di una settimana le forze di sicurezza libanesi hanno arresto 18 persone con l’accusa di praticare lo spionaggio a favore di Israele. E tre di queste sarebbero fuggite verso Israele attraversando illegalmente la Linea Blu. Mercoledì notte il ministero degli Esteri di Beirut ha recapitato al segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon una protesta formale contro Israele, accusandola di aver creato una rete di spionaggio sul suo territorio. Le autorità del Paese dei cedri hanno anche chiesto ai caschi blu di Unifil di contattare lo Stato ebraico per ottenere l’estradizione dei tre libanesi ricercati per spionaggio. Della loro fuga il Libano ha informato anche Unifil. Da New York, poco dopo la portavoce dell’Onu Marie Okabe affermava che i caschi blu stanno verificando quanto sostenuto da Beirut e ha aggiunto che “ogni attraversamento illegale costituisce una violazione della Linea blu e della risoluzione 1701".Accanto alla questione spie, due altri dossier hanno impegnato i caschi blu: le esercitazioni di Israele e la questione di Ghajar. Pochi giorni addietro le autorità dello Stato ebraico hanno annunciato esercitazioni massicce dei principali corpi delle Forze armate (Idf). La prospettiva ha inquietato il governo di Beirut che, non avendo rapporti diretti con quello di Gerusalemme, ha chiesto più informazioni a Unifil. Il cui comando ha reso noto che le manovre militari che Israele condurrà nei prossimi giorni non hanno obiettivi ostili. È stato lo stesso ufficio del primo ministro di Beirut, Fouad Siniora, a rendere pubblica la comunicazione.Accanto alla questione spie, due altri dossier hanno impegnato i caschi blu: le esercitazioni di Israele e la questione di Ghajar. Pochi giorni addietro le autorità dello Stato ebraico hanno annunciato esercitazioni massicce dei principali corpi delle Forze armate (Idf). La prospettiva ha inquietato il governo di Beirut che, non avendo rapporti diretti con quello di Gerusalemme, ha chiesto più informazioni a Unifil. Il cui comando ha reso noto che le manovre militari che Israele condurrà nei prossimi giorni non hanno obiettivi ostili. È stato lo stesso ufficio del primo ministro di Beirut, Fouad Siniora, a rendere pubblica la comunicazione.

Gideon Levy: Obama un amico di Israele

Sintesi personale
E 'chiaro: il presidente degli Stati Uniti è un grande amico di Israele. Se Barack Obama continua quello che ha cominciato questa settimana, si potrebbe definire il miglior amico che Israele abbia avuto.: si appresta a salvare Israele da se stessa considerando l'occupazione la vera minaccia  In un colpo solo ha strappato la maschera al governo israeliano : se Netanyahu risponderà negativamente , tutto il mondo saprà che è Israele a non volere la pace  e che è il nostro premier  non l'Iran a porre in repentaglio l'esistenza del nostro paese

mercoledì 20 maggio 2009

Un palestinese descrive l'intollerabile vita di Hebron


Sintesi personale


Dal 2001, la strada principale a Hebron's Wadi Hassan  è stata vietata ai nostri veicoli , solo gli israeliani possono accedervi, anche se tutti i residenti sono palestinesi Questo è avvenuto quando un colono ha inoltrato  tale  richiesta per "ragioni di sicurezza"  all'esercito. E' stato subito accontentato . Naturalmente questa disposizione  crea seri problemi ai malati gravi, ai commercianti e agli anziani

I residenti che necessitano di protezione sono  in realtà i palestinesi, quotidianmente oggetto di attacchi da parte dei settler  Dopo l'evacuazione delle contestate case di Hebron, i coloni hanno distrutte numerose proprietà palestinesi  e bruciato  le loro macchine per ritorsione  e che cosa ha fatto l'esercito? ha allontanato icompletamente i palestinesi dalle loro case: tutelando, in questo modo, gli aggressori . Ora il governo ha deciso di aprire parzialmente la strada: solo pochi di noi otterranno il permesso che cmq  non verrà garantito per sempre, ma dovrà essere rinnovato frequentemente. Per il governo di israele noi siamo cittadini di serie B

Don't do us any favors/ Amro





Israele, governo e coloni si alleano per “ebraizzare” Gerusalemme



Stando ad un recente rapporto pubblicato da un’organizzazione no-profit israeliana che si occupa di questioni pertinenti al futuro di Gerusalemme, governo di Tel Aviv e coloni avrebbero elaborato un piano per lo sviluppo della città che consiste nella “creazione di una sequenza di parchi che circondano la città vecchia” di Gerusalemme e incrementa cosi il processo di “ebraizzazione” dei quartieri arabi della città.Il movente del piano, secondo quanto riportato dall’organizzazione israeliana Ir Amim, sarebbe quello di incrementare la presenza ebraica nei quartieri che circondano la città vecchia rendendo cosi molto più difficile un’eventuale divisione della città; aspetto chiave per qualsiasi negoziato di pace tra israeliani e palestinesi.Inoltre, sempre secondo Ir Amim, “per la prima volta [questo rapporto dà] una visuale comprensiva di come il governo [israeliano] e i coloni, lavorando assieme, stiano creando un regno territoriale basato su tradizioni bibliche” a danno della popolazione, per lo più musulmana, che vive in quelle zone. Il piano, originalmente presentato al governo dal comune di Gerusalemme nel 2005 ma attivato soltanto nel settembre 2007 quando fu assegnato al Jerusalem Development Agency (Jda), prevede la costruzione di nove parchi nazionali, siti e sentieri turistici situati in aree di apparente rilevanza per la religione ebraica che si trovano sulle sponde orientali della città.Nonostante queste notizie non siano del tutto nuove - per esempio la pianificata costruzione di un parco nella zona del attuale quartiere arabo di al-Bustan (situato a sud della città vecchia) dove sono state segnalate per la demolizione circa 90 unità residenziali - la divulgazione dei dettagli di una presunta alleanza tra governo e coloni renderà molto più difficile la posizione del governo di Tel Aviv che in passato ha sempre negato ogni accusa di coordinamento con le varie organizzazioni private che promuovono la colonizzazione ebraica attraverso il territorio del futuro Stato palestinese. Con un valore di poco superiore ai 12 milioni di euro all’anno per un periodo di otto anni, i dettagli del piano, che fino ad ora non erano mai stati resi pubblici, risulterebbero nel creare un anello continuo tra i vari parchi, sentieri e siti turistici progettati e le molte colonie già esistenti nei quartieri arabi che si trovano a est delle mura della città vecchia. Il piano mira a “rafforzare lo status di Gerusalemme come capitale di Israele”, si legge il rapporto presentato dal comune della città nel 2005 e citato in un articolo datato 10 maggio del New York Times.Secondo le dichiarazioni di Danny Seidemann, avvocato e rappresentante dell’organizzazione Ir Amim, citate dal quotidiano inglese Guardian, “questa politica [di ebraizzazione] getta olio sul fuco del conflitto e minaccia di cambiarlo da un conflitto nazionale, che può essere controllato e risolto, in un inutile confronto regionale”. “Queste azioni limiteranno le possibilità di un compromesso territoriale a Gerusalemme soltanto alle zone a nord e a sud della città vecchia”, continua Seidemann, precisando quindi che per quanto riguarda la città vecchia in sé, dove si trovano i principali luoghi di culto per le tre religioni monoteiste, Israele non ha intenzioni di negoziare sulla propria sovranità.Un “parco giochi biblico” è la maniera in cui gli esponenti di Ir Amim descrivono i vari parchi e le aree turistiche progettate dal piano assegnato dal governo al Jda e che verranno poi date in gestione alle varie organizzazioni di coloni che già operano nel area di Gerusalemme est. Diventa impossibile negare che ci sono “pericolose similitudini tra il programma [del piano] e i progetti dei coloni il cui scopo è di far fallire una futura soluzione politica nel cuore [Gerusalemme] del conflitto”, ha inoltre dichiarato Seidmann al quotidiano israeliano Haaretz. Le zone in cui sono pianificati i parchi, sentieri e aree turistiche si concentrano infatti in aree dove già da diversi anni sono attive varie organizzazioni coinvolte con la promozione e la costruzione di colonie ebraiche considerate “illegali” dall’intera comunità internazionale. Nell’area residenziale di Silwan, situata a sud-est delle mura della città vecchia di Gerusalemme, dove vivono all’incirca 50mila palestinesi, e che include il quartiere di al-Bustan dove 90 unità residenziali sono a rischio demolizione per far spazio ad un “area verde” antistante all’area archeologica della “Città di Davide”, l’organizzazione coinvolta è conosciuta come El Ad (oppure Ir David). Attiva nel area dal ’91, quando iniziarono ad occupare e costruire nuove abitazioni riservate esclusivamente ad ebrei, El Ad è un’organizzazione privata con un budget miliardario il cui obiettivo è di far risuscitare l’antica città di Davide attraverso l’esplorazione archeologica e la costruzione di musei e aree turistiche che cementano l’identità e la storia ebraica del luogo. Nonostante le numerose accuse rivolte contro l’organizzazione da varie ong, esponenti dell’Onu e anche una serie di archeologi israeliani che rifiutano il modo in cui El Ad usa “l’archeologia a scopi politici”, l’intera struttura turistica, inclusa la dirigenza dei scavi tuttora incorso, è stata data in dotazione dal governo, attraverso il Israeli Antiquities Authority (Iaa), all’organizzazione El Ad. Sarebbero più di 500 i coloni ebrei ad essersi trasferiti nel area sotto gli auspici di El Ad, che tuttora gestisce anche una serie di visite guidate della zona.A est della città vecchia, zona conosciuta come il Monte degli Ulivi dove si trovano una serie di chiese e il più esteso e antico cimitero ebraico al mondo, si trova un’altra delle aree incluse nel progetto di sviluppo per la città. Qui, dal 2003 Irving Moskowitz, un businessman milionario di New York che da anni si vanta di donare e investire milioni di dollari in Israele per progetti caritatevoli e di beneficenza (e che quindi gli vengono anche scalati dalle tasse dovute negli Usa), ha costruito due moderni palazzi contenenti una sessantina di appartamenti ciascuno riservati esclusivamente ad una clientela ebraica. Attualmente sono in costruzione altre due palazzine con lo stesso numero di appartamenti, mentre, sempre grazie alle sue donazioni, è stata da poco completata una nuova centrale di polizia situata strategicamente nell’area a est del confine municipale di Gerusalemme (zona conosciuta come “E-1”) e l’enorme colonia di Ma’ale Adummim (34mila abitanti). Queste nuove colonie verrebbero, secondo il piano reso noto da Ir Amim, poi collegate tramite una serie di sentieri, parchi e aree turistiche meticolosamente recintate che completerebbero cosi l’anello circondante la città vecchia di Gerusalemme. Il piano prevede quindi che le aree di Silwan (sud-est), il Monte degli Ulivi (est) e Sheikh Jarrah (nord-est), tuttora a maggioranza arabo-palestinese e che servono come vie principali per l’accesso dei musulmani ai luoghi di culto della città vecchia, restino sotto il controllo di Israele. Inoltre, più a est, quest’anello andrebbe poi a connettersi alla colonia di Ma’ale Adummim, che occupa un’area di quasi 50 chilometri quadrati e che attualmente taglia a metà la Cisgiordania; rendendo cosi molto più complicato non solo una divisione di Gerusalemme tra i due popoli, ma anche limitando la fattibilità di uno Stato palestinese contiguo ed indipendente.Alle critiche sollevate da Ir Amim si aggiungono infatti anche quelle del gruppo Peace Now, che in una dichiarazione riportata dal quotidiano Jerusalem Post il 10 maggio avvertono che “se procede l’attuazione di questo piano si rischia di trasformare la questione di Gerusalemme, e più specificamente di quell’aree che circondano la città vecchia, in una situazione irrisolvibile e che possibilmente impedirà di arrivare ad una soluzione di due Stati”. Pesanti critiche sono arrivate anche dal segretario-generale dell’Onu Ban Ki-Moon, che l’11 maggio, al termine di una seduta del Consiglio di sicurezza sul conflitto israelo-palestinese alla quale Israele si è rifiutata di prendere parte, ha dichiarato che i palestinesi di Gerusalemme e i territori occupati “continuano a subire le azioni unilaterali e inaccettabili” di Israele. “E’ tempo che Israele cambi in maniera fondamentale la sua politica a questo riguardo” ha inoltre aggiunto Ban Ki-Moon nel corso di una conferenza stampa riportata dalla Reuters il giorno stesso. Nonostante la reazione del governo israeliano alla pubblicazione del rapporto di Ir Amim siano state a base di smentite e rassicurazioni che “lo sviluppo di Gerusalemme gioverà tutta la popolazione della città rispettandone le diverse fedi e comunità”, come ha dichiarato un esponente del ufficio del primo ministro al giornale Jerusalem Post, le maggiori organizzazioni non governative non appaiono soddisfatte delle intenzioni del governo che comunque non dimostra di voler cambiare rotta. Il ministro degli interni israeliano, Eli Yishai, citato dal New York Times a riguardo delle azioni pianificate dal governo in uno dei quartieri di Gerusalemme est, ha infatti dichiarato che “intende proseguire a questo riguardo con piena forza e determinazione”. “Questa terra è sotto la nostra sovranità – ha aggiunto - la colonizzazione qui è nostro diritto per Osservatorio IraqIsraele, governo e coloni si alleano per “ebraizzare” Gerusalemme

Zvi Schuldiner : " Come ai tempi di Carter "

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu non ha potuto nascondere l’acre sapore del suo primo faccia a faccia con il presidente americano Barack Obama. Il capo del governo d’Israele comincia ad avventurarsi su una strada che potrebbe condurre a serie differenze con l’amministrazione Usa dopo essersi lasciato andare, prima del viaggio a Washington, a grandi professioni di fiducia sul successo della missione. Netanyahu è considerato un artista delle relazioni pubbliche. Per questo credeva che il suo eccellente inglese più le sue posizioni rispetto all’Iran e al terrorismo avrebbero portato a una discussione pragmatica con Obama senza dover arrivare necessariamente ai nodi della questione. Netanyahu si è presentato come capofila di una coalizione governativa destinata a durare poco se la pressione internazionale si fa seria. Le promesse suimiglioramenti economici nei territori occupati e le dichiarazioni del tipo «non vogliamo governare i palestinesi» non riescono a nascondere una questione di fondo: la coalizione di governo israeliana include elementi razzisti di estrema destra, anche nello stesso partito del premier, che lomanderebbero in pezzi nel caso pronunci le cinque fatidiche parole «due stati per due popoli». La vera questione va molto oltre la formula: si tratta di sapere se il governo israeliano sia disposto a interrompere l’incessante colonizzazione della Cisgiordania e Gerusalemme, si tratta di espellere i coloni israeliani dai territori occupati, si tratta di vedere una Gerusalemme unificata macome capitale dei due popoli. E si tratta di trovare una formula che faccia riferimento ai profughi. Netanyahu non si azzarda neppure ad arrivare alla proclamazione retorica dei due stati perché deve preservare la sua coalizione anche quando questo obiettivo potrebbe essere al costo della pace e al prezzo di nuove spirali sangue-repressione-più sangue. La mattina di martedì il governo israeliano si è affrettato a dichiarare che non sta pensando all’apertura di nuovi insediamenti, ma il problema vero non è se ce ne saranno dei nuovi bensì se sospenderà tutti i progetti di costruzione di nuove case che sta portando avanti. Il segretario del governo Hauser ha fatto queste dichiarazioni perché gli americani hanno cominciato a parlare più chiaro. Nelle ultime settimane a Washington hanno ribadito più volte che chiedono un cambio consistente nella regione e in Israele già si parla di un ritorno ai «brutti tempi di Carter e della sua brutale pressione su Begin». Benjamin Netanyahu confidava in una carta di ricambio da giocare nei colloqui con Barack Obama, «la bomba iraniana», ma questa non ha dato i risultati sperati. Ok, dicono gli americani, noi non detteremo agli israeliani la loro agenda strategica, però Obama ha reso del tutto chiaro a Netanyahu che i colloqui con Tehran sono una realtà e che gli israeliani dovranno attendere per lo meno fino alla fine dell’anno per vedere se daranno risultati. In altre parole, gli americani non daranno via libera al governo israeliano per un possibile attacco all’Iran. Tutti i dettagli dell’incontro alla Casa bianca non sono noti, ma si può già dire che nel caso gli accenni a un cambio serio della politicaUsa in Medio Oriente siano confermati, potrebbero rivelarsi la chiave per l’avvio di un processo in cui la destra israeliana si troverà di fronte a una scelta secca e dolorosa: o il confronto e lo scontro con l’alleato fondamentale o il suo smembramento interno. Il confronto-scontro vorrebbe dire anche continuare con la linea «patriottica» e fondamentalista che provocherebbe a Israele più danni di quelli che gli potrebbero essere inferti dai suoi peggiori nemici.
dal Manifesto di oggi

martedì 19 maggio 2009

Cisgiordania, una discarica a poco prezzo per le compagnie israeliane

Da tempo la Cisgiordania è diventata una economica discarica a cielo aperto a disposizione di Israele. Nei Territori palestinesi occupati (Tpo) vengono sversati i rifiuti delle colonie e quelli delle compagnie israeliane, che in questo modo possono sfuggire alle restrittive leggi dello Stato ebraico.

La denuncia arriva da Jamil Mtoor, vicedirettore dell’Autorità palestinese per l’ambiente (Pea). "Israele – ha dichiarato Mtoor alla Inter Press Service (Ips) – sta scaricando i suoi rifiuti, compresi quelli tossici e pericolosi, in Cisgiordania da anni, in quanto si tratta di un’alternativa più economica e facile rispetto al trattarli in maniera appropriata in Israele nei siti designati per i rifiuti pericolosi".
Uno dei centri più colpiti da questa pratica è Shuqbah, un villaggio di 5mila abitanti, al confine tra lo Stato ebraico e i Territori palestinesi occupati. Qui le compagni israeliane utilizzano i terreni di proprietà di un mediatore palestinese per gettare quantità enormi di spazzatura al prezzo conveniente di 30 dollari a tonnellata.A subirne le conseguenze è in primo luogo la popolazione locale, esposta alle esalazioni provenienti dalla combustione dei rifiuti tossici; già ora, sottolinea la Pea, sono numerosi i casi di asma e malattie collegate.I casi analoghi e documentati non si contano. In passato - denuncia Mtoor - le autorità israeliane hanno bruciato le carcasse di migliaia di polli affetti dal virus dell’influenza aviaria, nei pressi di Nablus, nel nord della Cisgiordania, oppure abbandonato centinaia di barili di insetticida nei pressi di Hebron, nel sud. Nella maggior parte dei casi, lo Stato ebraico si è avvalso della complicità di proprietari palestinesi, retribuiti con cifre irrisorie. L’Autorità palestinese (Anp) ha avviato procedimenti legali contro i responsabili, ma per il momento non è riuscita ad arrestare il fenomeno.
Spesso, anzi, i mediatori palestinesi sono protetti dagli israeliani. “Per perseguirli - dice Mtoor - dobbiamo ottenere i necessari permessi israeliani per entrare nelle aree B e C (le zone della Cisgiordania controllate totalmente o in parte da Tel Aviv, ndr), e questi ci vengono spesso rifiutati oppure ci vuole molto tempo per averli”.
A ciò va aggiunta la difficoltà di monitorare il territorio per evitare gli sversamenti illegali, che spesso avvengono di notte.
Le denuncie della Pea trovano conferma in un rapporto dell’Applied Research Institute di Gerusalemme (Arij) secondo cui tra gli sversamenti illegali in Cisgiordania vanno annoverati anche "le acque di scarico degli insediamenti”, che comprendono anche pesticidi, amianto, batterie, cemento e alluminio.In precedenza, diversi anni fa, l’ong ambientalista Friends of the Earth Middle East (Foeme), che comprende attivisti israeliani, palestinesi e giordani, sottolineò i pericoli derivanti dalle infiltrazioni nelle falde acquifere cisgiordane di sostanze tossiche - tra cui cloruro e arsenico - e metalli pesanti, come il cadmio e il mercurio.“Quei rischi – ha dichiarato all’Ips il portavoce di Foeme Miri Epstein – restano attuali ancora oggi”.
Misnà : Gaza e Cisgiordania a rischio di catastrofe ambientaleGaza: milioni di liquame nel Mar Mediterraneo

Hamas di Gaza furioso con Meshal, ala politica contro ala militare


1 Si delinea una "frattura" tra l'ala militante di Gaza e Meshal, accusato sia di essere troppo dipendente dalla Siria e dall'iran. sia di condurre una vita agiata e lussuosa a Damasco Hamas leader said fired for wanting distance from Iran, Syria

2Aggiornamento:l'ala militare di hamas contro l'ala politicaL'ala militare di Hamas, sotto la direzione di Al-Ja'abari del Ahmed, sta lanciando i razzi di Qassam dalla striscia di Gaza nonostante l'opposizione dell'ala politica di Hamas. I razzi sono la risposta all'azione militare israeliana e all'uccisione dei palestinesi in quanto i miliziani temono che una non risposta farebbe perdere loro autorità presso la popolazione . Intanto 150 uomini, fedeli ad Abu Mazen si sono schierati lungo la frontiera che divide Gaza dall'Egitto